ILLUM E BANCA DEL SUD

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Una nuova e stimolante sfida per Illum: un’illuminazione ad hoc per gli spazi della Banca del Sud.

Seguendo l’idea di destrutturazione della luce, Illum è stata capace di far “esplodere la luce” all’interno degli spazi di una banca, ovvero di riportare l’ambiente ad una dimensione antropomorfa.

L’ennesima conferma della professionalità dell’azienda fiorentina.

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STEWIE FOSCARINI

Stewie

 

Il potere della TV arriva fino alla luce, tanto da influenzare fortemente quello che è forse uno dei prodotti più divertenti di Foscarni, Stewie.

Ispirato al noto personaggio dei cartoni animati (i Griffin) questa lampada da terra, disegnata da Luca Nichetto, ricorda i televisori degli anni ’60 per le sue forme stondate.

E’ realizzata in polipropilene espanso termoformato rivestito da un particolare tessuto prismatico, utilizzato nel mondo sportivo e per gli accessori da viaggio.

Questo particolare accostamento di materiali conferisce un aspetto caldo e morbido e consente massima libertà nel raggiungere l’ampia forma concava, progettata per riflettere la luce con un particolare effetto soft.

Il fascio luminoso scorre infatti verso il basso, creando un’area particolare all’interno della stanza, quasi un focolare contemporaneo. La luminosità dall’interno poi viene proiettata non solo in avanti, ma anche dietro al volume della lampada, per scaldarne il corpo quel tanto che basta perché prenda vita nell’ambiente.

Una lampada da terra insolita, che grazie al suo anticonvenzionale sviluppo in orizzontale è capace di trasformarsi in oggetto d’arredo di forte impatto visivo.

Stewie è disponibile presso il nostro store di Firenze oppure online sul nostro e-shop!

 

SCEGLIERE UNA FONTE DI LUCE – PARTE II

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Una fonte di luce molto conosciuta e comune è la lampadina alogena, presente in diverse varianti, ciascuna delle quali con le sue caratteristiche e i suoi limiti.

Le lampadine alogene ad attacco singolo o doppio sono solitamente usate nelle applique. Il lungo e sottile filamento di tungsteno è circondato da vapori di alogenuri per rendere la luce emessa molto più bianca. Sono indicate se si desidera un ampio ventaglio di luce riflessa, che fornisca una luce più tenue, d’atmosfera. Sono consigliate per stanze da gioco, uffici domestici e cucine.

Le lampadine alogene a basso voltaggio richiedono invece un trasformatore e fanno sembrare i colori più freschi rispetto alle lampadine a incandescenza. Possono fornire sia un’illuminazione diffusa, senza ombre, sia un fascio di luce più definito.

Se di buona qualità durano più a lungo della versione economica (circa 5.000 ore) e assicurano un rendimento cromatico più reale. Sono disponibili con differenti ampiezze di raggio illuminante e, se usate n modo appropriato, possono risolvere molti problemi d’illuminazione in casa.

Le lampadine alogene a voltaggio standard producono più luce di una normale lampadina a incandescenza, ma come queste sono poco efficienti: sono molto costose e generano notevole calore. Sono dimmerabili e disponibili con diverse ampiezze del raggio illuminante.

La nuova “frontiera della luce” è rappresentata invece dai LED, diodi ad emissione lumino costituiti da un minuscolo chip che si inserisce facilmente in un circuito elettronico. I LED non hanno filamenti, non si riscaldano e non bruciano. Un’elevata percentuale di energia elettrica viene trasformata in luce. Per il loro funzionamento necessitano di un driver (una fonte di energia che fornisca continuamente la tensione appropriata al LED) e possono essere abbastanza costosi, m sono decisamente molto efficienti. Sotto forma di moduli lineari, i LED stanno rivoluzionando l’illuminazione della casa:  gli illuminatori lineari a LED infatti sono molto sottili, il che li rende adatti a ripiani e parti concave.

Un’altra interessante possibilità di nuova fonte di luce è data dalla Fibra ottica: un contenitore contiene la lampadina e proietta la luce lungo una fibra di vetro o plastica finché non viene visualizzata all’estremità della fibra. Le fibre ottiche sono solitamente usate per effetti tipo “cielo stellato”. E’ inoltre un ottimo sistema per introdurre il colore, poiché nell’illuminatore si può inserire un una “ruota” di colori per creare un colore omogeneo o effetti multicolori. La possibilità di separare l’emissione della luce dalla fornitura di elettricità comporta vantaggi sia per la sicurezza che per la manutenzione.

SYNAPSE LUCE PLAN

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A metà fra oggetto e architettura, Synapse è un interessante sistema modulare d’illuminazione progettato da Francisco Gomez Paz e prodotto da Luceplan nel 2012.

Synapse si basa sulla ripetizione di un modulo trilobato: ogni modulo ha una struttura composta da gusci in policarbonato, che proteggono le sorgenti luminose, un circuito stampato con tre LED RGB a colore variabile. Attivandole, tramite un telecomando, è possibile mescolare le cromie ottenendo numerosi effetti di luce colorata sulle superfici.

Questo complesso sistema di illuminazione è incredibilmente flessibile e consente un’ampia gamma di possibilità espressive: un dispositivo a incastro permette infatti ai singoli moduli di unirsi e formare molteplici combinazioni per ottenere sorprendenti effetti decorativi sia a parete che a sospensione.

Synapse non è quindi solo un prodotto incredibilmente innovativo, ma incarna anche una nuova tipologia di illuminazione. Con essa, Luceplan ha fatto una scommessa sul futuro, utilizzando il design industriale nella sua accezione originaria, quello di anello di congiunzione tra la tecnologia e gli stili di vita in continua evoluzione.

Synapse è uno dei tanti prodotti acquistabili sia online sul nostro e-shop che nel nostro negozio di Firenze!

 

LAMPADINA E FRISBI: LUCE QUOTIDIANA

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Ideata da Achille Castiglioni come omaggio per l’inaugurazione del negozio Flos a Torino nel 1971, Lampadina resta uno dei pezzi storici disegnati dal designer milanese.

Si tratta di una lampada da tavolo a luce diretta e diffusa, che mescola semplicità, ironia e leggerezza uniti all’attenzione per l’uso, la tecnologia e i nuovi materiali. E’ composta da una grande lampadina globulux con calotta con una parziale sabbiatura su un lato della sfera per evitare l’abbagliamento. La base è costituita da due dischi forati di alluminio anodizzato leggermente distanziati, utili per arrotolare il cavo in eccesso o per appendere la lampada al muro. Il portalampade è in bachelite con verniciatura a liquido.

Un altro classico intramontabile della storia del light design è la lampada Frisbi, anch’essa caratterizzata da una combinazione di semplicità e razionalità.

Realizzata nel 1978 da Achille Castiglioni per Flos, questa lampada dalla forma scultorea consente attraverso una sola fonte luminosa un’illuminazione sia diffusa che diretta sul piano sottostante.

L’apparecchio illuminante è formato da un disco di polimetilmetacrilato opalino, forato al centro per far passare l’illuminazione diretta, e appeso attraverso tre sottili fili in acciaio armonico. Il portalampade, nascosto da una cupola di riflessione in lamiera smaltata internamente e cromata all’esterno, è sospeso sul diffusore mediante un asta rigida nera che attenua il possibile effetto di pendolo.

Come Lampadina, Frisbi è un articolo dal design estremamente moderno e innovativo, ispirato ad oggetti del vivere quotidiano che, proprio grazie all’essenzialità delle loro forme, non sono soggetti al passare del tempo.

Sia Lampadina che Frisbi sono fra le lampade che potete acquistare sul nostro e-shop e nel negozio di Firenze.

PÉTALE LUCE PLAN

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Pétale di Luceplan, ideata nel 2011 dall’architetto francese Olide Decq, è una lampada a sospensione che unisce eleganza e innovazione tecnologica.

La sua forma organica ospita infatti al suo interno uno specialepannello fonoassorbente – Ecophon Solo, realizzato con vetro riciclato al 70% – che consente di migliorare il comfort acustico nello spazio circostante.

Studiando infatti gli effetti negativi che ha l’eccessiva esposizione all’inquinamento acustico (in particolar modo in luoghi pubblici) sull’equilibrio psicofisico dell’uomo, Luceplan con Pétale ha voluto combinare sostenibilità e benessere, elementi fondamentali nel contesto di un’innovazione progettuale e tecnologica ecoresponsabile.

Una lampada dalla presenza eterea che accompagna la luce diffusa, prodotta grazie allo speciale telo bianco che la avvolge, con la magia del silenzio che sprigiona.

 

Pétale la trovate nel nostro negozio di Firenze oppure online sul nostro e-shop!

SCEGLIERE UNA FONTE DI LUCE – PARTE I

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Fino a poco tempo fa il tipo più comune di lampadina elettrica, diffusa in tutto il mondo era la lampadina a incandescenza, messa definitivamente al bando dall’Unione Europea nel settembre 2012.

Questo tipo di fonte luminosa emetteva infatti il 90% dell’energia consumata sotto forma di calore anziché di luce, rendendo necessaria la sua sostituzione dopo circa 2.000 ore di consumo.

La ricerca di forme d’illuminazione a risparmio energetico ha riportato in auge la lampadina fluorescente, che associa a un’elevata produzione di luce bassi consumi di energia elettrica. Al tubo fluorescente standard oggi si affiancano lampadine fluorescenti compatte. Solitamente le fonti di luce usate in casa convertono solo il 30% della loro energia in calore, il che li rende più freddi e a maggior efficienza energetica rispetto alle vecchie lampadine a incandescenza.

In tal senso è importante considerare nella scelta di una fonte di luce più che i watt,

che indicano la quantità di energia che una lampadina consuma per produrre luce, i lumen, che misurano il flusso luminoso di una lampadina.

Le lampadine a risparmio energetico infatti necessitano di meno energia per emettere la stessa quantità di luce di una lampadina classica.

Importante anche valutare la “temperatura colore” della luce, una delle caratteristiche della luce visibile, che viene misurata in kelvin (K).

Si parla di colori “freddi” per temperature di 5.000 K o superiori e di colori “caldi” per temperature inferiori al 3.00 K.

La scelta del tipo di colore della luce varierà a seconda del tipo di spazio da illuminare e dalla sua funzione. I tubi fluorescenti oggi in commercio emanano luci che vanno dal bianco caldo, al bianco daylight fino al bianco freddo, della disposizione della lampadina.

Per continuare il percorso sulle fonti di luce, seguiteci su Illum trend!

COPERNICO LED ARTEMIDE

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Copernico, disegnato da Carlotta Bevilacqua e Paolo Dell’Ecle per Artemide nel 2010, ha una forma molto singolare, che ricorda un giroscopio.

La sospensione, coordinata col modello da parete di forma rettangolare, ha una struttura aerea basata su nove ellissi concentriche di cui 8 mobili (quella esterna è fissa), ricavate da un’unica lastra di alluminio tagliata a laser. Le ellissi ruotano indipendentemente su due diversi assi, permettendo di orientare l’emissione luminosa e al contempo di ottenere numerose  configurazioni spaziali, ciascuna delle quali fornisce un gran numero di varianti possibili.

Tutto il cablaggio è supportato da ben 384 led bianchi distribuiti per ogni ellisse, con l’effetto finale di un magico gioco di luci che ricorda delle stelle scintillanti o dei fuochi d’artificio.

Il lampadario, che richiuso si presenta completamente piatto, ha la caratteristica di essere personalizzabile.

Prodotto nelle varianti colore alluminio e nero, è disponibile sia nel nostro e-shop che in negozio: date un’occhiata alle nostre offerte! 

e-shop.illum.it

ARCO: QUANDO IL DESIGN DIVENTA STORIA

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Da sempre uno dei pezzi più noti e rappresentativi del design italiano, Arco fu progettata da Pier Giacomo e Achille Castiglioni nel 1962 per Flos.

Si tratta di una lampada da terra a luce diretta celebre per il suo stelo arcuato e per la base in marmo.

Lo stelo è costituito da tre settori in profilato di acciaio inossidabile con sezione a U che permettono, scorrendo l’uno dentro l’altro, l’avanzamento telescopico e il passaggio nascosto dei fili. Ciò conferisce all’arco più ampiezze, con il posizionamento del riflettore a tre diverse altezze.

Al termine dell’ “arco” è una cupola formata da due pezzi: uno fisso a calotta forata per facilitare il raffreddamento del portalampada e l’altro un anello di alluminio cromato mobile, appoggiato al primo, che serve a regolare la posizione della cupola in relazione alla regolazione dell’arco.

La base è costituita da un parallelepipedo di marmo di Carrara bianco (all’inizio disponibile anche in nero) di circa 65 kg, con gli angoli smussati e munito di un foro praticato nel baricentro, che permette sia il fissaggio dello stelo verticale che sostiene l’arco sia lo spostamento agevole della lampada.

 

“Nella Arco niente è decorativo: anche gli spigoli smussati della base hanno una funzione, cioè quella di non urtarci; anche il foro non è una fantasia ma c’è per permettere di sollevare la base con più facilità” spiega Achille Castiglioni in un intervista su “Ottagono” nel 1970.

La vera invenzione di Arco sta nella rivoluzione che svincola la posizione del punto luce rispetto alle esigenze di illuminazione dell’ambiente: è infatti la prima lampada da terra ad avere le stesse caratteristiche illuminotecniche e fisiche di una lampada a sospensione, poichè assolve la necessità di illuminazione diretta su un tavolo senza avere il vincolo del punto luce fisso al soffitto.

“Pensavamo a una lampada che proiettasse la luce sul tavolo: ce ne erano già, ma bisognava girarci dietro. Perché lasciasse spazio attorno al tavolo la base doveva essere lontana almeno due metri. Così nacque l’idea dell’arco: lo volevamo fatto con pezzi già in commercio, e trovammo che il profilato di acciaio curvato andava benissimo. Poi c’era il problema del contrappeso: ci voleva una massa pesante che sostenesse tutto. Pensammo al cemento prima, ma poi scegliemmo il marmo perché a parità di peso ci consentiva un minore ingombro e quindi in relazione ad una maggior finitura un minor costo.”

Nei molti anni di produzione la lampada non ha ricevuto alcuna modifica estetica o costruttiva: le uniche modifiche a lei applicate hanno coinvolto solo l’apparato elettrico per uniformare l’apparecchio alle norme vigenti, e dal 2012 viene prodotta anche nella versione Multichip LED.

Fa parte delle collezioni permanenti del Triennale Design Museum di Milano e del MoMA di New York.

Si tratta inoltre del primo oggetto di disegno industriale a cui è stato riconosciuto la tutela del diritto d’autore al pari di un’opera d’arte. Tale riconoscimento arrivò dal Tribunale di Milano nel 2007 al termine dell’azione legale Flos-Semeraro, che vedeva Flos accusare Semeraro dell’importazione di un modello identico della lampada italiana prodotto però in Cina e nominato “Fluida”. Un avvenimento questo divenuto storico per il disegno industriale, poiché privo di precedenti, che ha portato alla modifica delle norme allora vigenti dello stato italiano.

BRERA E TACCIA: ARTE IN LUCE

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In un’intervista del 1970 Achille Castiglioni ha detto di Taccia : “la consideriamo la Mercedes delle lampade, un simbolo di successo: forse perché assomiglia ad una colonna classica. Certamente non stavamo pensando al prestigio quando l’abbiamo progettata. Desideravamo ottenere una superficie che rimanesse fredda.”

Fu ideata da Achille e Piergiacomo Castiglioni nel 1958 e presentata a marzo dell’anno dopo all’Institute of Design dell’Illinois e all’Institute of Technology di Chicago. Flos, interessata a produrla in serie, portò poi a compimento gli studi del prototipo definitivo, iniziandone la vendita nel 1962.

La lampada è composta da una base realizzata in alluminio estruso anodizzato o di colore nero, sulla quale è appoggiato un diffusore a campana in vetro soffiato con, alla sommità, un disco concavo in alluminio smaltato con vernice bianca, ideato per riflettere e concentrare la luce sul piano del tavolo nella zona desiderata. La struttura della lampada svela i richiami all’industria: i Castiglioni utilizzarono infatti in parte scarti di produzione industriale pesante derivata dal vicino indotto metallurgico bresciano. La prima intenzione era quella di creare una lampada da scrittoio con l’idea geniale che la luce dovesse essere più che indiretta riflessa dal corpo lampada nelle immediate vicinanze del piano della scrivania evitando il fastidioso problema dell’abbagliamento e dell’ombra, nascondendo appunto la fonte di luce nella base. La lampadina a incandescenza è nascosta all’interno della base di metallo, la cui forma particolare permette una rapida dissipazione del calore: la laccatura nera della vernice ha funzioni anti-termiche, la forma alettata e colonnare è ispirata alle testate dei motori automobilistici e favorisce appunto la dispersione di calore, come pure l’intercapedine all’interno che serve ad evitare che i pezzi a contatto si scaldino troppo, ed è utile per la circolazione dell’aria che crea un abbassamento della temperatura.

La forma ricorda complessivamente una colonna classica, e negli anni è diventata un un pezzo esemplare e “fuori dal tempo” come moltissimi dei progetti messi a punto dai fratelli Castiglioni, ancor oggi prodotta e commercializzata con grande successo.

Un’altra lampada che vanta un rimando al mondo dell’arte è Brera, il cui nome nasce dal riferimento al celebre uovo sospeso della Pala dei Montefeltrodi Piero della Francesca, conservata appunto alla Pinacoteca di Brera di Milano.

Ideato da Achille Castiglioninel 1962 e prodotto da Flos esattamente 30 anni dopo, nel 1992, questo apparecchio illuminante era stato inizialmente progettato come lampada a sospensione.

E’ composto da un portalampada dalla caratteristica forma ovoidale in vetro soffiato acidato agganciato ad un elemento in policarbonato stampato ad iniezione, che costituisce il corpo lampada. Il tutto è poi fissato al soffitto tramite una corda d’acciaio. La continuità della luminosità è assicurata dalla scomposizione di due parti degli elementi di diffusione, che permettono un facile raffreddamento del portalampade e della virola della sorgente luminosa.

Sfruttando l’unione delle parti, che rende possibile il fissaggio del vetro sia verso il basso che verso l’alto, sono stati creati anche gli apparecchi da tavolo, da parete e da terra. Questi apparecchi hanno come elemento comune base di progettazione il diffusore, facilmente scomponibile mediante un’apposita ghiera.

Vera e propria “arte in luce” quella che Castiglioni ha creato con questi due pezzi storici, nei quali la funzionalità del design si coniuga perfettamente con una ricerca estetica che affonda le radici nel nostro repertorio artistico.